Terapia Fotodinamica (PDT)

Terapia Fotodinamica (PDT)

La terapia fotodinamica (PDT) è una procedura non invasiva che utilizza una fonte luminosa di specifica lunghezza d’onda (Luce rossa 633 nm e Luce blu 417 nm).

La PDT è particolarmente utilizzata perché permette di trattare in modo selettivo lesioni precancerose e alcuni tumori cutanei superficiali, preservando al massimo i tessuti sani:

  • Cheratosi attiniche
  • Carcinoma basocellulare superficiale
  • Malattia di Bowen

In questi casi si utilizza una fonte luminosa con lunghezza d’onda pari a 633 nm che corrisponde alla luce rossa.


Il trattamento prevede l’applicazione, in occlusione, di una crema contenente metil-5-aminolevulinato, dopo un leggero curettage della zona per rimuovere lo strato superficiale della lesione. Dopo un tempo di posa di circa tre ore, l’area viene irradiata con luce rossa per circa sette minuti (dose di 37,5 J), attivando così il fotosensibilizzante.

Nelle forme più lievi si può sfruttare la sola azione della sorgente luminosa, utilizzando luce rossa (633 nm) o luce blu (417 nm), entrambe dotate di proprietà antinfiammatorie. La combinazione dei due spettri risulta particolarmente efficace: la luce blu agisce sui batteri e sui mediatori dell’infiammazione, mentre la luce rossa stimola il metabolismo cellulare e migliora l’ossigenazione dei tessuti grazie alla vasodilatazione.

In campo estetico, la PDT ha trovato applicazione in diversi ambiti grazie alla sua capacità di modulare l’attività cellulare e migliorare la qualità della pelle:

  • Fotoringiovanimento: migliora texture, luminosità, discromie e fine rugosità
  • Acne attiva e cicatrici di acne
  • Trattamento complementare di pori dilatati e rossori
  • Alopecia androgenetica

In estetica si utilizzano spesso protocolli a bassa intensità, privilegiando comfort del paziente e tempi di recupero minimi.